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Elenco articoli

1 Arcore x Te
2 Koinè: dal 2003 al Servizio della Comunità
3 Trasferimento Attività
4 Divertiamoci a sei zampe
5 King - Cavallo speciale
6 Teddy, il cane maestro
7 Zander scappa di casa
8 Ringraziamenti donazione di attrezzatura
9 Cdi L'Arca compie 10 anni
10 Emergenza per "Pulce"
11 Koinè in Festa 2012
12 Ringraziamenti
13 17 Ottobre 2008: Ciao Bardos
14 Grande Successo - Volontariamo 2011
15 Cavalli A Milano 2011
16 Koinè a "Volontariamo 2011"
17 Koinè in Festa!
18 Trasferimento riabilitazione equestre
19 Bambini ed animali domestici
20 P.A.A. - Esperienze Europee
21 Onoterapia a Villa Luisa
22 Si è svolta "Volontariamo 2010"
23 Parlano di noi
24 Koinè in festa!
25 Importanti novità
26 Il punto sulla terapia con il mezzo del cavallo
27 Premiati i volontari Koinè!
28 Protocollo d'intesa ANIRE - ENGEA
29 La storia di Lucy: dal canile alla Pet Therapy
30 Abruzzo: è tragedia anche per loro
31 Consigli a quattro zampe
32 Da gennaio 2009 a Burago Molgora

Koinè-giornale

Il punto sulla terapia con il mezzo del cavallo
Autore: Paola Riboldi
Argomento: Riabilitazione equestre

Dal sito dell'ASSOCIAZIONE NAZIONALE ITALIANA RIABILITAZIONE EQUESTRE - A.N.I.R.E.

IL PUNTO SULLA TERAPIA CON IL MEZZO DEL CAVALLO

La TERAPIA CON IL MEZZO DEL CAVALLO (T.M.C.) si può considerare come un complesso di tecniche rieducative agenti per il superamento del danno sensoriale, cognitivo e comportamentale attraverso unattività ludico-sportiva che ha come mezzo il cavallo.

Ipotizzando in termini di "modello" l'azione cinetica e dinamica operata dal cavallo e al relativa controreazione operata dal bambino cerebropatico sui tre assi dello spazio si evidenzia la necessità di movimenti anticipatori, di orientamento e di adattamento che coinvolgono il sistema nervoso a livello neuro-motorio, neuro-pscologico e a livello delle funzioni corticali superiori.

A livello neuro-motorio con baricentro stabile rispetto al cavallo ed instabile rispetto al terreno, si realizza un'azione naturale di "stetching" e di "teeping" che agisce, se correttamente modulata, sull'allineamento posturale, sulle reazioni di equilibrio e di raddrizzamento, sulle reazioni globali tonico-fasiche e sui movimenti reciproci di flesso-estensione.
A livello neuro-psicologico è possibile, sfruttando le azioni cavallo ed il comportamento intenzionale del bambino, attivare più adeguatamente reazioni di orientamento, migliori tempi di reazione e di attenzione, potenziare l'abilità esecutiva e la discriminazione spaziale (direzione, distanza, sequenzialità, allineamento, lateralità).
A livello delle funzioni corticali superiori è possibile ipotizzare un miglioramento sui livelli di attenzione, di estroversione, di vigilanza, di timismo, di aggressività e di espressività.
Uno studio catamnestico è stato effettuato dall'équipe tecnico-scientifica dell'A.N.I.R.E., attraverso un "set up" di valutazione neuromotoria, psicologica e comportamentale comprendente una scala di valutazione neuromotoria, l'analisi dei tempi di attenzione, l'applicazione dei test dei Labirinti e mediante colloqui con i genitori in 100 soggetti portatori di handicap.
Si è evidenziato:
Un miglioramento neuro-motorio sull'allineamento, sul controllo delle sinergie globali, sui fenomeni di controreazione e sull'equilibrio statico e dinamico.
A livello neuro-psicologico: aumento dei tempi di attenzione, una migliore capacità di orientamento e di organizzazione spaziale, una maggiore capacità esecutiva.
Si segnala inoltre un miglioramento della capacità espressiva ed una maggiore canalizzazione dell'aggressività.
Si può ritenere:
in base all'analisi dei dati a nostra disposizione che, rispetto alla recuperabilità del danno primario, la tecnica rieducativa in esame è del tutto comparabile alle tecniche rieducative più tradizionali.
In positivo
Si è evidenziata una maggiore disponibilità del soggetto al trattamento ed una più adeguata interrelazione fra soggetto e famiglia con la scoperta di capacità non valutate in precedenza.
E' da tenere presente, infatti, che la famiglia del soggetto portatore di handicap è spesso strutturata come un contesto rigido iperprotettivo e talvolta squalificante che tende ad evidenziare la fragilità della struttura della personalità del soggetto coinvolgendolo in comportamenti stereotipati spesso non idonei alle reali potenzialità di sviluppo.
La verifica di insospettate capacità positive ottenibili attraverso l'uso del cavallo (determinazione, coraggio, controllo emotivo, espressività) da la possibilità al nucleo familiare di ipotizzare una relazione più adeguata ridefinendo il rapporto di relazione tra genitori e figlio.
Si viene ad interrompere in tal modo uno dei più tipici "feedback" negativi che coinvolge il soggetto portatore di handicap inducendo una riduzione dei processi di auto-emarginazione e potenziando i livelli di partecipazione.
La T.M.C. ha un ruolo fondamentale nel processo di "normalizzazione" poiché, sfruttando movimenti di partecipazione ludici e sportivi, può contribuire ad un più armonico sfruttamento delle residue potenzialità e ad una più definita strutturazione della personalità del soggetto.


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