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La riabilitazione equestre - Un po' di storia

Già nelle civiltà antiche il cavallo era considerato "mezzo terapeutico per mantenersi in buona salute"”.
koinè ONLUS - Riabilitazione equestre Si sono trovate tracce di un primo testo di pedagogia con uso generale della disciplina equestre redatto da alcuni maestri ittiti.
Nel rinascimento troviamo documenti a partire dal XVI secolo sullo sviluppo di tale pratica terapeutica.
Nel XVII secolo veniva consigliata per tubercolosi, coliche biliari e flautolenze.
Nel XVIII secolo vengono approfonditi gli aspetti positivi di questa pratica su ipocondriaci e isterici dal medico personale di Maria Teresa d’Austria, appartenente alla prima scuola di medicina di Vienna.
Studi ed approfondimenti vengono condotti dall’Abate di Saint Pierre che, nel 1734, inventò una "sedia vibrante", ricordata anche da Voltaire, da usare quando il tempo era inclemente.
Altre "macchine equestri" vengono inventate durante lo stesso periodo, dimostrando come il problema del movimento e degli esercizi fisici fosse particolarmente sentito dai medici di quel tempo.
koinè ONLUS - Riabilitazione equestre In Italia troviamo i primi interessi nel XVII secolo, da parte di Giuseppe Benvenuti, medico alle terme dei Bagni di Lucca, che scrisse le "Riflessioni sopra gli effetti del moto a cavallo", in cui sostiene l’efficacia terapeutica dell’equitazione.
Goethe, assiduo cavaliere, riconobbe il valore salutare delle oscillazioni che il corpo compie seguendo i movimenti del cavallo, la benefica distensione della colonna vertebrale e la sollecitazione, delicata e costante, data alla circolazione del sangue.
Nel suo studio di Weimar il poeta utilizzava una sedia per lo scrittoio simile ad una sella per cavallo.
I movimenti particolari della sella vengono consigliati come esercitazione dell’equilibrio; alle vibrazioni, invece, si attribuisce una benefica azione tonica degli organi interni.
koinè ONLUS - Riabilitazione equestre Nei tempi moderni i primi paesi ad occuparsi di questo trattamento furono quelli scandinavi e quelli anglosassoni (circa 70 anni fa) che limitarono però questa attività a fini ricreativi.
In Francia la rieducazione equestre nacque nel 1965.
I francesi per primi si accorsero di quanto questa terapia potesse influire sul recupero del disabile, sia in termini fisici che psichici.
In questo paese l’ippoterapia diviene presto materia di studio, tanto che nel 1969 avvenne la presentazione al Centro Ospedaliero Universitario della Salpetrière del primo lavoro scientifico sulla rieducazione equestre.

Grazie all’ANIRE, ed in particolar modo alla dottoressa Citterio (Presidente ANIRE) e al dottor Cucchi (Ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano) che ne sono stati i precursori alla fine degli anni ’70, l’Italia è attualmente uno dei paesi all’avanguardia a livello internazionale per quanto riguarda la rieducazione a mezzo del cavallo.

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